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	<title>Fabio Garagnani &#187; FGaragnani</title>
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		<title>Incontro in comune a San Giovanni in Persiceto venerdì 2 dicembre</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:49:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>A seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni, con la fiducia votata al nuovo “Governo Tecnico Monti” e per riconfermare con fermezza la stima e l’ appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, l’on. Garagnani ha convocato un incontro &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A  seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni, con la fiducia votata al nuovo “Governo Tecnico Monti” e per riconfermare con fermezza la stima e l’ appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, l’on. Garagnani ha convocato un incontro  venerdì 2 dicembre alle ore 21 presso la sala consiliare comunale di San Giovanni in  Persiceto.<br />
In questa occasione si  intende ribadire  con  fermezza, anche sulla base delle dichiarazioni del Pres. Berlusconi e del Segretario Alfano, che la linea politica del PdL non subirà cambiamenti in quanto la naturale alternatività al PD e alla Sinistra rimane e costituisce parte essenziale dell’ azione politica del medesimo.<br />
Il Pdl appoggerà in modo responsabile il Governo tecnico guidato dal Prof.  Monti per il raggiungimento di obiettivi limitati nel tempo, tuttavia non verranno meno le ragioni politiche ed ideali che sono parte integrante del programma e sulle quali i parlamentari Pdl vigileranno attentamente.<br />
Questo è  un appuntamento utile  per confrontarci  in questo momento complesso della vita nazionale e locale  e per ribadire ad ogni livello la  presenza del PDL.</p>
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		<title>Incontro di venerdì 2 dicembre</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 10:55:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola e lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni, con la fiducia votata al nuovo “Governo Tecnico Monti” e per riconfermare con fermezza la nostra stima e il nostro appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, riterrei opportuno convocare un &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni, con la fiducia votata al nuovo “Governo Tecnico Monti” e per riconfermare con fermezza la nostra stima e il nostro appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, riterrei opportuno convocare un incontro  <strong>venerdì 2 dicembre alle ore 21 presso la sala consiliare comunale di San Giovanni in   Persiceto.</strong><br />
In questa occasione intendo ribadire  con  fermezza, anche sulla base delle dichiarazioni del Pres. Berlusconi e del Segretario Alfano, che la linea politica del PdL non subirà cambiamenti in quanto la nostra naturale alternatività al PD e alla Sinistra rimane e costituisce parte essenziale della nostra azione politica.<br />
Il Pdl appoggerà in modo responsabile il Governo tecnico guidato dal Prof.  Monti per il raggiungimento di obiettivi limitati nel tempo, tuttavia non verranno meno le ragioni politiche ed ideali che sono parte integrante del nostro programma e sulle quali saremo particolarmente attenti in sede parlamentare.<br />
Ritengo questo un appuntamento prezioso per confrontarci assieme in questo momento complesso della vita nazionale e locale del PdL e per ribadire ad ogni livello la nostra presenza.</p>
<p>Confidando di incontrarVi numerosi, Vi saluto cordialmente.</p>
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		<title>Interpellanza al Governo su insegnante di religione sospesa al terzo circolo didattico</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 09:44:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il sottoscritto On. Fabio Garagnani interpella il Governo per sapere premesso: in merito a quanto accaduto al terzo circolo didattico di Bologna a seguito della decisione del dirigente di sospendere dall&#8217;insegnamento della religione cattolica un&#8217;insegnante, responsabile unicamente di avere trattato &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il sottoscritto On. Fabio Garagnani interpella il Governo per sapere premesso:</p>
<p>in merito a quanto accaduto al terzo circolo didattico di Bologna a seguito della decisione del dirigente di sospendere dall&#8217;insegnamento della religione cattolica un&#8217;insegnante, responsabile unicamente di avere trattato con i bambini la differenza fra male e bene citando  un passo dell&#8217;APOCALISSE, che riguarda -come ha detto l&#8217;insegnante medesima- metaforicamente la battaglia fra le forze del bene e quelle del male ed in questo senso&#8221;usare le espressioni artistiche della nostra tradizione religiosa e&#8217; un arricchimento culturale di grande importanza e non certo una diminuito&#8221;.<br />
Nonostante la solidarietà dei genitori all’insegnante manifestata esplicitamente al dirigente scolastico con una lettera che si acclude alla presente, il medesimo ha ritenuto di procedere all&#8217;allontanamento della medesima sulla base solo  della protesta dei famigliari di una alunna, in realtà, a parere dei genitori e del sottoscritto, per una pregiudiziale ideologica, presente da sempre nella scuola di cui trattasi (distintasi negli anni recenti per polemiche durissime contro il ministro Gelmini e l&#8217;orientamento del ministero nonchè per la partecipazione a numerosi scioperi indetti dalla CGIL scuola, con relativa occupazione e violazione della normativa scolastica), il tutto oggetto negli anni passati di numerosi atti ispettivi del sottoscritto e denunce alla magistratura.<br />
La vicenda in esame evidenzia innanzitutto un’ indiretta violazione del Concordato fra Stato Italiano e Chiesa Cattolica, laddove emargina di fatto l&#8217;autorità ecclesiastica dal compito affidatole per legge di controllare che l&#8217;insegnamento della religione cattolica &#8211; esercitato su libera scelta dei genitori come ben si sa- si svolga secondo la disciplina e la tradizione della medesima, non sulla base di un libero arbitrio del docente o del dirigente scolastico;<br />
in questo senso il fatto che l&#8217;insegnante svolge a tutti gli effetti il suo compito educativo anche in altre materie, non essendo incaricata di insegnare la sola religione, nulla toglie alla gravita del provvedimento adottato, che oltre a violare la libertà di insegnamento lede la professionalità della docente in questione in una materia delicata come quella succitata, senza addebiti particolari e senza una previa audizione della diretta interessata oltre che dell&#8217;autorità ecclesiastica competente.<br />
In conclusione l&#8217;interpellante , rilevando la persistente tendenza in provincia di Bologna di determinati dirigenti scolastici (non tutti ovviamente)di concepire l&#8217;insegnamento della religione cattolica, apostolica romana come una materia estranea al normale orario curriculare, in molti casi confinata nelle prime o ultime ore dell&#8217;orario scolastico, o come insegnamento di storia delle religioni in palese contrasto con la normativa vigente,</p>
<p>chiede al Governo</p>
<p>non solo di chiarire i limiti di intervento dei dirigenti scolastici in questa materia, ma di far piena luce su quanto avvenuto nel terzo circolo didattico di Bologna e di ripristinare quella &#8220;legalità scolastica&#8221; spesso violata in nome dell&#8217;ideologia, ideologia che da sempre a Bologna ha trasformato determinati settori del corpo docente in agitatori politici facendo venire meno il loro ruolo di educatori e causando danni enormi all&#8217;immagine stessa della scuola bolognese ed emiliano romagnola.</p>
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		<title>Conferenza stampa del segretario Alfano e futuro congresso PDL a Bologna</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CONFERENZA STAMPA DEL SEGR. ALFANO E CONGRESSO PDL A BOLOGNA Più che mai appropiate alla realtà bolognese ed emiliano romagnola mi paiono le affermazioni dell’On. Angelino Alfano per quanto riguarda la costituente dei moderati che dovrebbe unire tutti coloro che &#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CONFERENZA STAMPA DEL SEGR. ALFANO E CONGRESSO PDL A BOLOGNA</p>
<p>Più che mai appropiate alla realtà bolognese ed emiliano romagnola mi paiono le affermazioni dell’On. Angelino Alfano per quanto riguarda la costituente dei moderati che dovrebbe unire tutti coloro che si ritrovano nella tradizione del partito polare europeo, cosa che del resto il PDL bolognese sostiene da sempre con riferimento anche alle posizioni dell’UDC e del cosiddetto Terzo Polo, senza nascondersi le difficoltà che pure sono presenti in modo rilevante su questo percorso.<br />
L’occasione dei prossimi congressi provinciale  e cittadino di Bologna servirà a definire una linea politica precisa che parta dalla constatazione per noi essenziale ed imprescindibile  che il PDL (come del resto il PPE) è a Roma come a Bologna nettamente alternativo alla sinistra e al PD e che l’attuale appoggio al Governo Tecnico di Monti non può essere confuso con ipotesi attuali o future di Governi di solidarietà nazionale.<br />
 D’altronde esistono pure punti fondamentali condivisi come la difesa della tradizione culturale e dell’identità cristiana, l’applicazione del principio di sussidiarietà in ogni settore della vita civile ed amministrativa che possono costituire un’ottima base di discussione per creare a Bologna un’alternativa possibilmente “unitaria” alla sinistra che non può prescindere peraltro dall’apporto della Lega.<br />
In questo contesto deve essere chiarita senza ombra di dubbio ogni ipotesi di facile concessione del diritto di cittadinanza o di camuffamenti del medesimo “a livello locale” stante la manifesta volontà di parte della sinistra di procedere su questa via nonostante precise disposizioni di legge.</p>
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		<title>Iscrivere i figli nelle scuole private secondo le nuove modalità che adotterà l&#8217;agenzia delle entrate contro l&#8217;evasione, è indice di ricchezza</title>
		<link>http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/iscrivere-i-figli-nelle-scuole-private-secondo-le-nuove-modalita-che-adottera-lagenzia-delle-entrate-contro-levasione-e-indice-di-ricchezza/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 14:26:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>In un’interpellanza al Governo ho posto il problema delle nuove modalità, ampiamente pubblicizzate nei telegiornali di oggi, che l’ agenzia delle entrate adotterà per frenare l’evasione e sulla ingiusta collocazione, nell’ambito delle situazioni meritevoli di controlli fiscali, di quella riferita &#8230;</p>
<p><a href="http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/iscrivere-i-figli-nelle-scuole-private-secondo-le-nuove-modalita-che-adottera-lagenzia-delle-entrate-contro-levasione-e-indice-di-ricchezza/">Leggi l'articolo completo</a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In un’interpellanza al Governo ho posto il problema delle  nuove modalità,  ampiamente pubblicizzate nei telegiornali di oggi, che l’ agenzia delle entrate adotterà per frenare l’evasione  e  sulla ingiusta collocazione, nell’ambito delle situazioni meritevoli di controlli fiscali, di quella riferita all’ iscrizione dei figli in scuole private.<br />
 Si tratta dell’ennesima concezione  statalistica e prevaricatrice di marca giacobina  nei confronti del pluralismo educativo;  al riguardo ricordo che esiste la Legge n. 62 del 2000 a firma Berlinguer che ha riconosciuto un sistema scolastico pubblico integrato formato  da scuole statali e non e basato sulla compresenza  di modelli formativi diversi.<br />
“La decisione delle famiglie di iscrivere i propri figli nelle scuole paritarie non costituisce un privilegio per ricchi ma, a mio avviso, corrisponde alla libertà di scelta, da parte delle famiglie, delle scuole da far frequentare ai figli più confacenti alla loro impostazione ideale, provocando alle medesime notevoli sacrifici economici che in molti casi non sono indice di ricchezza.<br />
Le scuole paritarie e mi riferisco nello specifico ad istituti e scuole presenti nelle nostre regioni, le quali rappresentano un elemento fondamentale della cultura italiana, basti pensare a quelle gestite da ordini religiosi, sono investite da una grave crisi determinata dalla perdurante incertezza sulla definizione ed assegnazione delle necessarie risorse economiche da parte dello Stato, dopo l’annuncio dell’agenzia delle entrate rischiano di subire un drastico calo di iscritti  e conseguentemente di sparire  privando i cittadini italiani di un servizio pubblico essenziale che spesso e mi riferisco soprattutto le scuole materne e primarie si sostituisce allo Stato che in determinate realtà territoriali è completamente assente.<br />
Per questi motivi ho chiesto  al Governo di modificare  le linee direttive dell’ agenzia delle entrate per quanto riguarda le scuole paritarie ingiustamente chiamate private,le quali svolgono una funzione pubblica.</p>
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		<item>
		<title>Assemblea cittadina PDL</title>
		<link>http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/assemblea-cittadina-pdl/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 09:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>
		<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Coordinamento PDL Grande città di Bologna Care Amiche e Cari Amici, a seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni e per riconfermare con fermezza la nostra stima e il nostro appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, abbiamo ritenuto &#8230;</p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/assemblea-cittadina-pdl/">Assemblea cittadina PDL</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.fabiogaragnani.net">Fabio Garagnani</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Coordinamento PDL Grande città di Bologna</p>
<p>Care Amiche e  Cari  Amici,</p>
<p>a seguito degli accadimenti che si sono susseguiti in questi giorni e per riconfermare con fermezza la nostra stima e il nostro appoggio al Presidente Silvio Berlusconi, abbiamo ritenuto di convocare l’Assemblea Cittadina del PdL per il giorno venerdì 18 novembre 2011 alle ore  20.30 in via Santo Stefano 119, presso la Sala del Baraccano.</p>
<p>In questa occasione intendiamo affermare con altrettanta fermezza che la linea politica cittadina del PdL non subirà cambiamenti; se il Pdl appoggerà in modo responsabile il Governo tecnico guidato dal Prof. Mario Monti per il raggiungimento di obiettivi limitati nel tempo, tuttavia non verranno meno le ragioni politiche ed ideali che distinguono il PdL dalla sinistra, continuando ad opporci con le energie di sempre, soprattutto a Bologna, alle scelte sbagliate operate dal PD e dai suoi alleati.</p>
<p>Riteniamo questo un appuntamento prezioso per confrontarci assieme in questo momento complesso della vita nazionale e del PdL.</p>
<p>Confidando di incontrarVi numerosi, Vi salutiamo<br />
Cordialmente<br />
On. Fabio Garagnani<br />
Coordinatore PdL Grande Città di Bologna 	Avv. Galeazzo Bignami<br />
                                          Vicecoordinatore PdL Grande Città di Bologna</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/assemblea-cittadina-pdl/">Assemblea cittadina PDL</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.fabiogaragnani.net">Fabio Garagnani</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>GARAGNANI: EVENTUALE GOVERNO TECNICO NON PUO’ SIGNIFICARE VENIR MENO DISTINZIONE CENTRO DESTRA &#8211; CENTRO SINISTRA. A BOLOGNA IL PDL PIU’ CHE MAI DECISO A RIVENDICARE IL PROPRIO RUOLO ALTERNATIVO ALLA SINISTRA</title>
		<link>http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/garagnani-eventuale-governo-tecnico-non-puo%e2%80%99-significare-venir-meno-distinzione-centro-destra-centro-sinistra-a-bologna-il-pdl-piu%e2%80%99-che-mai-deciso-a-rivendicare-il-proprio-ruolo-al/</link>
		<comments>http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/garagnani-eventuale-governo-tecnico-non-puo%e2%80%99-significare-venir-meno-distinzione-centro-destra-centro-sinistra-a-bologna-il-pdl-piu%e2%80%99-che-mai-deciso-a-rivendicare-il-proprio-ruolo-al/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 11:28:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiogaragnani.net/?p=341</guid>
		<description><![CDATA[<p>A prescindere dall&#8217;evoluzione del quadro nazionale e tenendo presente che la disponibilità manifestata con senso di responsabilità dal PDL ad appoggiare l&#8217;indicazione del prof. Monti a Presidente del Consiglio è subordinata a precise condizioni che l&#8217; On Alfano ha evidenziato &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>A prescindere dall&#8217;evoluzione del quadro nazionale e tenendo presente che la disponibilità manifestata con senso di responsabilità dal PDL ad appoggiare l&#8217;indicazione del prof. Monti a Presidente del Consiglio è subordinata a precise condizioni che l&#8217; On Alfano ha evidenziato in queste ore.<br />
Per quanto concerne la città di Bologna desidero precisare che la collocazione politica del PDL  non subirà modifiche, anzi, l&#8217;alternativa che da sempre sosteniamo contro la sinistra troverà nuovo impulso come reazione alle oscure manovre che hanno determinato le dimissioni del governo Berlusconi al quale va tutta la riconoscenza del PDL bolognese per quanto fatto in questi tre anni e mezzo di legislatura, in cui è stato spesso ostacolato da settori ben determinati e politicizzati della magistratura connivente con la sinistra ed i cd. poteri forti e da una opposizione pregiudizialmente ostile:   lo si e&#8217;visto sabato nell&#8217;indegna gazzarra di fronte a palazzo Chigi.<br />
Al riguardo al più presto il PDL bolognese organizzerà una pubblica manifestazione per illustrare all&#8217;opinione pubblica l&#8217;operato del governo Berlusconi nell&#8217;interesse della società italiana  e per reagire alla disinformazione della sinistra, in ciò rispondendo alle preoccupazioni di tanti nostri iscritti e simpatizzanti che proprio in queste ore mi hanno manifestato la solidarietà al Presidente Berlusconi.<br />
 L&#8217;appoggio ad un &#8220;governo tecnico &#8220;per il raggiungimento di obiettivi limitati nel tempo e finalizzati ad un miglioramento del quadro economico del paese, non può essere confuso con il &#8220;commissariamento della politica &#8221; e con il venir meno delle ragioni politiche ed ideali che distinguono  il PDL  dalla sinistra, soprattutto a Bologna ove rappresentiamo da sempre l&#8217;unica concreta alternativa ad un sistema di potere ramificato in tutti i settori della società civile ed ancora fortemente ideologizzato. </p>
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		<title>Difensore civico comunale e provinciale? Proposta di modifica all&#8217;art. 11 del TU sull&#8217;ordinamento degli enti locali</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:44:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ROPOSTA DI LEGGE d’iniziativa del deputato GARAGNANI Modifica all’articolo 11 del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, concernente il difensore civico comunale e provinciale ONOREVOLI COLLEGHI! – Con &#8230;</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>ROPOSTA DI LEGGE<br />
d’iniziativa del deputato GARAGNANI</p>
<p>Modifica all’articolo 11 del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, concernente il difensore civico comunale e provinciale</p>
<p>ONOREVOLI COLLEGHI! – Con la sostanziale soppressione della figura del difensore civico comunale, disposta per finalità di contenimento della spesa degli enti locali dall’articolo 2, comma 186, lettera a), della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni, si è di fatto indebolita ulteriormente la possibilità per i cittadini di rivolgersi ad un’autorità &#8220;terza&#8221; per reagire ad eventuali abusi della pubblica amministrazione e fare valere propri diritti comunque violati. È vero che ultimamente il difensore civico, nominato di fatto dalla maggioranza nel consiglio comunale o comunque pesantemente condizionato dalla medesima, svolgeva in molti casi il modesto ruolo di raccoglitore di reclami, ma è altrettanto vero che non di rado taluni problemi concernenti il rapporto fra la burocrazia comunale, la giunta e il cittadino hanno trovato positiva soluzione proprio grazie a questa figura. D’altronde, pur in un momento di indispensabile riduzione della spesa pubblica degli enti locali e di necessaria riduzione del loro personale, non è certo con l&#8217;abolizione del difensore medesimo che si attua un significativo risparmio.<br />
La questione nodale, dalla quale occorre partire per affrontare questo tema, risiede nell&#8217;eccessivo potere che, per effetto della normativa vigente, concentrano in sé i sindaci e le giunte: un potere soverchiante al quale fa riscontro la debolezza spaventosa delle assemblee elettive e, in particolare, dei consigli comunali, ridotti al ruolo di semplici organi d’indirizzo, se non addirittura di mera ratifica di decisioni adottate spesso senza il loro concorso. Se si considera che un organo elettivo come il consiglio comunale non può nemmeno chiedere la revoca di un assessore senza mettere in crisi l&#8217;intera giunta, si ha un&#8217;idea della necessità di ripristinare forme di garanzia e tutela per i cittadini che evitino la necessità di portare qualsiasi disfunzione al giudizio della magistratura ordinaria o amministrativa.<br />
In questo contesto, con la presente proposta di legge si prevede di ripristinare obbligatoriamente per tutti i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e, in forma associata, per le unioni di comuni che superino tale limite, la figura del difensore civico, stabilendo altresì che questi sia eletto dal consiglio comunale, ovvero dall’organo assembleare nel caso di unione di comuni, con la maggioranza qualificata dei quattro quinti dei consiglieri, così da favorire l&#8217;elezione di una figura veramente terza, in grado di farsi carico con obiettività dei reclami o delle proteste dei cittadini, segnalando con la necessaria autorevolezza eventuali abusi alle autorità locali o alla magistratura. L’intento è quello di rispondere in modo nuovo ad un’esigenza di chiarezza e democrazia che, al livello degli enti locali, sembra talvolta  pesantemente sottovalutata.<br />
All’articolo 2 si prevede pertanto di abrogare la lettera a) del comma 186 dell&#8217;articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, nonché la lettera b) del comma 1-quater del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, che vi ha apportato modificazioni.<br />
L&#8217;articolo 1 della presente proposta di legge sostituisce i commi 1 e 2 dell&#8217;articolo 11 del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, che nell’attuale formulazione rimettono allo statuto comunale o provinciale la scelta circa l’istituzione del difensore civico. La nuova disciplina proposta prevede l&#8217;elezione del difensore civico da parte del consiglio provinciale o comunale, con la maggioranza qualificata dei quattro quindi dei componenti, rispettivamente per le province e per i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti; nel caso di unioni di comuni aventi complessivamente popolazione superiore a tale limite, all’elezione provvede, con la stessa maggioranza, l’organo assembleare dell’unione stessa. Agli statuti della provincia, del comune o dell’unione di comuni spetterà disciplinare la durata nella carica, i casi di incompatibilità, le prerogative e i mezzi del difensore civico nonché i suoi rapporti con il consiglio comunale o provinciale.</p>
<p> PROPOSTA DI LEGGE</p>
<p>ART. 1.<br />
1. I commi 1 e 2 dell’articolo 11 del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono sostituiti dai seguenti:<br />
“1. Nelle province, nei comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nelle unioni di comuni aventi complessivamente popolazione superiore a 50.000 abitanti è istituito il difensore civico. Egli esercita compiti di garanzia dell&#8217;imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione provinciale o comunale, segnalando, anche di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell&#8217;amministrazione nei confronti dei cittadini. Il difensore civico è nominato dal consiglio provinciale o comunale o dall’organo assembleare dell’unione di comuni a maggioranza dei quattro quinti dei suoi componenti.<br />
2. Lo statuto provinciale, comunale o dell’unione di comuni disciplina la durata nella carica, i casi di incompatibilità, le prerogative e i mezzi del difensore civico nonché i suoi rapporti con il consiglio provinciale o comunale o con l’organo assembleare dell’unione”.</p>
<p>ART. 2.<br />
1. Sono abrogati:<br />
a) la lettera a) del comma 186 dell&#8217;articolo 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191, e successive modificazioni;<br />
b) la lettera b) del comma 1-quater del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42. </p>
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		<title>Presentata una proposta di inchiesta parlamentare sulle cooperative</title>
		<link>http://www.fabiogaragnani.net/in-primo-piano/presentata-una-proposta-di-inchiesta-parlamentare-sulle-cooperative/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 09:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[In Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative ONOREVOLI COLLEGHI! – Le vicende concernenti i lavori per la riqualificazione delle aree delle acciaierie Falck di Sesto San Giovanni, in relazione alle quali sono ipotizzate responsabilità &#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative<br />
ONOREVOLI COLLEGHI! – Le vicende concernenti i lavori per la riqualificazione delle aree delle acciaierie Falck di Sesto San Giovanni, in relazione alle quali sono ipotizzate responsabilità a carico dell&#8217;ex presidente della provincia di Milano, al pari di altre recenti notizie da cui è emersa la conferma di un fatto risaputo da sempre, cioè che nella gestione del sistema sanitario assistenziale dell&#8217;Emilia-Romagna le cooperative occupano una posizione quasi monopolistica, segnalano la necessità di una riflessione sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative in Italia.<br />
Tale riflessione dovrà partire da un’attenta verifica dei fatti che, partendo dall’esame di talune vere e proprie anomalie esistenti nel settore, individui non solo le eventuali violazioni della legge, ma anche le aree di opacità del contesto socio-economico, politico e normativo in cui tali anomalie hanno potuto crescere e radicarsi. Per comprendere tali deviazioni occorrerà far luce sulle relazioni d’affari che hanno visto coinvolti settori del sistema cooperativo tradizionalmente legato alla sinistra. Si tratta di fenomeni in cui la politica, in parte pesantemente implicata, non può esimersi dall&#8217;assumere in pieno le proprie responsabilità, senza delegarle alla magistratura che soprattutto per il passato, in tutto il territorio nazionale e in particolare in Emilia-Romagna, non ha sempre dato prova di adeguate capacità di controllo, nonostante numerosi indizi o addirittura segnalazioni relative a situazioni connotate da scarsa trasparenza.<br />
La forma cooperativa nasce da una profonda istanza solidaristica e sociale, quale strumento per l’organizzazione e l’esercizio di attività economiche mediante l’associazione tra soggetti che sono al tempo stesso produttori e destinatari, ancorché non esclusivi, dei beni e dei servizi alla cui produzione è diretta l’attività. In quanto tale, essa è stata favorita dal legislatore mediante l’assoggettamento a una disciplina speciale e – subordinatamente alla prevalenza del carattere mutualistico – il riconoscimento di agevolazioni tributarie. Tale disciplina trova il proprio fondamento nell’articolo 45 della Costituzione, a norma del quale «la Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l&#8217;incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità».<br />
La prevalenza del carattere mutualistico è attualmente definita dall’articolo 2512 del codice civile in ragione dei seguenti criteri:<br />
1) svolgimento dell’attività prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi;<br />
2) prevalente utilizzazione delle prestazioni lavorative dei soci;<br />
3) prevalente utilizzazione degli apporti di beni o servizi da parte dei soci.<br />
In conformità alla norma costituzionale sopra riportata, il carattere mutualistico rappresenta in ogni caso un requisito costitutivo indefettibile nella nozione stessa di società cooperativa, in forza dell’articolo 2511 del medesimo codice, che la definisce come «società a capitale variabile con scopo mutualistico».<br />
In questo senso occorre pertanto mirare al ristabilimento della vera e propria funzione sociale del sistema cooperativo nel suo insieme, anche quale applicazione del principio di sussidiarietà, di cui la cooperazione rappresenta uno strumento essenziale. Occorre altresì considerare la distinzione fra cooperative legate storicamente ad un partito politico e altre che fin dal dopoguerra hanno avuto una relativa autonomia dedicandosi solo ad attività sociali.<br />
E’ difficile negare che l’originario fine solidaristico contemplato dal legislatore sia stato violato, nello spirito e forse anche nella lettera del dettato normativo, da vere e proprie holding economiche, con centinaia o migliaia di dipendenti e pochi soci, che competono sul mercato con privilegi eccessivi rispetto all&#8217;imprenditoria privata, con la possibilità di alterare le regole di funzionamento del medesimo e forse addirittura violando la legge, come pare essere accaduto a Milano, ove una vera e propria &#8220;organizzazione di potere&#8221; con ramificazioni a livello nazionale sembrerebbe avere finanziato privati e partiti avendo come corrispettivo l&#8217;acquisizione di aree edificabili o di commesse. Se tali notizie corrispondessero al vero, emergerebbe un livello di corruzione impensabile, in cui sembrano avere avuto una parte significativa alcune imprese di Bologna facenti parte del sistema cooperativo.<br />
Per queste ragioni, lo strumento più appropriato per un approfondito e pubblico esame dei fatti, delle loro cause, delle loro responsabilità, nonché per l’individuazione delle misure di carattere politico e normativo atte a ricondurre il sistema della cooperazione alla sua originaria funzione mutualistica, sembra essere l’inchiesta parlamentare, prevista dall’articolo 82 della Costituzione.<br />
Con la presente iniziativa si propone quindi l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative, con il compito di acquisire i dati e le informazioni necessarie per verificare il funzionamento del sistema, le deviazioni verificatesi rispetto alle caratteristiche proprie dell’istituto cooperativistico, le violazioni di legge eventualmente perpetrate. In tale ambito, la Commissione potrà anche prendere in esame i rapporti fra regioni, enti locali e sistema cooperativo, le modalità di gestione degli appalti, le sinergie createsi con l’imprenditoria privata. Sulla base degli elementi acquisiti, la Commissione dovrà valutare l’opportunità di modifiche legislative alla disciplina sostanziale e sanzionatoria, ispirate al conseguimento dei fini e alla tutela dei valori enunziati nel citato articolo 45 della Costituzione, tenendo ferma, in particolare, la distinzione tra cooperative che perseguono finalità sociale e cooperative che, in misura più o meno estesa si allontanano dalla figura tipica e dalla funzione propria della cooperazione.<br />
La Commissione di inchiesta, composta da rappresentanti di tutti i gruppi costituiti alla Camera dei deputati, proporzionalmente alla loro consistenza numerica, sarà regolata in modo conforme all’usuale disciplina prevista per consimili organi. Il termine per la conclusione dell’inchiesta parlamentare è fissato nella fine della corrente legislatura.<br />
ART. 1.<br />
 (Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative).</p>
<p>1. È istituita, ai sensi dell&#8217;articolo 82 della Costituzione, una Commissione parlamentare di inchiesta, di seguito denominata «Commissione», al fine di indagare sull’organizzazione e sull’attività delle società cooperative.<br />
2. La Commissione ha il compito di:<br />
a) verificare l’applicazione della normativa riguardante le società cooperative, con particolare riguardo alla determinazione e alla sussistenza dei requisiti mutualistici del sistema cooperativo<br />
b) verificare l’applicazione della normativa riguardante la prevalenza del carattere mutualistico, con speciale riferimento ai casi di rilevante sproporzione del numero dei dipendenti rispetto a quello dei soci;<br />
c) verificare l’incidenza, sul complesso del sistema della cooperazione e sui singoli settori economici, delle società cooperative non aventi prevalente carattere mutualistico, nonché la posizione da esse occupata nei rispettivi settori commerciali e gli eventuali effetti di alterazione della concorrenza derivanti dal trattamento giuridico connesso all’adozione della forma cooperativa;<br />
d) verificare i rapporti tra le regioni, gli enti locali e il sistema cooperativo, con particolare riguardo alla natura e all’estensione dei rapporti contrattuali intercorsi o in atto fra regioni, enti locali e cooperative nei principali settori dell’amministrazione pubblica, specialmente in quelli della realizzazione di opere pubbliche e infrastrutture e del servizio sanitario;<br />
e) sulla base degli elementi acquisiti, individuare eventuali modifiche normative riguardanti la disciplina del settore cooperativo, nonché il sistema sanzionatorio per i casi di carenza dei presupposti stabiliti per l’applicazione dei regimi speciali previsti in favore delle società cooperative, in attuazione dell’articolo 45, primo comma, della Costituzione, con l’eventuale previsione di misure di particolare favore per le cooperative che perseguono finalità sociali.<br />
ART. 2.<br />
(Composizione e durata della Commissione).</p>
<p>1. La Commissione è composta da venti deputati, nominati dal Presidente della Camera dei deputati in proporzione al numero dei componenti i gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di almeno un rappresentante per ciascun gruppo.<br />
2. Il Presidente della Camera dei deputati, entro dieci giorni dalla nomina dei componenti, convoca la Commissione per la costituzione dell’ufficio di presidenza.<br />
3. La Commissione, nella prima seduta, elegge il presidente, due vicepresidenti e due segretari. Si applicano le disposizioni dell&#8217;articolo 20, commi 1, 2, 3 e 4, del Regolamento della Camera dei deputati.<br />
4. La Commissione conclude i propri lavori alla fine della XVI legislatura<br />
5. Entro dieci giorni dalla conclusione dei propri lavori, la Commissione presenta alla Camera dei deputati una relazione finale sulle attività svolte e sui risultati dell’inchiesta.<br />
ART. 3.<br />
(Poteri e limiti della Commissione).</p>
<p>1. La Commissione procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell&#8217;autorità giudiziaria. Qualora ravvisi eventuali ipotesi di reato, ne informa l’autorità giudiziaria competente.<br />
2. La Commissione non può adottare provvedimenti attinenti alla libertà e alla segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione nonché alla libertà personale, fatto salvo l&#8217;accompagnamento coattivo di cui all&#8217;articolo 133 del codice di procedura penale.<br />
3. La Commissione ha facoltà di acquisire copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l&#8217;autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti, nonché copie di atti e documenti relativi a indagini e inchieste parlamentari, anche se coperti da segreto.<br />
4. La Commissione garantisce il mantenimento del regime di segretezza fino a quando gli atti e i documenti trasmessi in copia ai sensi del comma 3 siano coperti dal segreto.<br />
5. Per il segreto di Stato nonché per i segreti d&#8217;ufficio, professionale e bancario si applicano le norme vigenti. È sempre opponibile il segreto tra difensore e parte processuale nell&#8217;ambito del mandato.<br />
6. La Commissione stabilisce quali atti e documenti non devono essere divulgati, anche in relazione a esigenze attinenti ad altre istruttorie o inchieste in corso. Devono in ogni caso essere coperti dal segreto gli atti e i documenti attinenti a procedimenti giudiziari nella fase delle indagini preliminari fino al termine delle stesse.<br />
ART. 4.<br />
(Obbligo del segreto).</p>
<p>1. I componenti la Commissione, il personale addetto alla stessa e ogni altra persona che collabora con la Commissione o compie o concorre a compiere atti di inchiesta oppure ne viene a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio sono obbligati al segreto per tutto quanto riguarda gli atti e i documenti di cui all&#8217;articolo 3, commi 4 e 6.<br />
2. La diffusione in tutto o in parte, anche per riassunto o informazione, di atti o documenti del procedimento di inchiesta coperti dal segreto o dei quali è stata vietata la divulgazione è punita ai sensi delle leggi vigenti.<br />
ART. 5.<br />
(Organizzazione dei lavori).</p>
<p>1. L&#8217;attività e il funzionamento della Commissione sono disciplinati da un regolamento interno approvato dalla Commissione stessa, prima dell&#8217;inizio dei suoi lavori. Ciascun componente può proporre la modifica delle norme regolamentari.<br />
2. Le sedute della Commissione sono pubbliche. La Commissione può deliberare di riunirsi in seduta segreta.<br />
3. La Commissione può avvalersi dell&#8217;opera di agenti e di ufficiali di polizia giudiziaria, e di tutte le collaborazioni che ritiene necessarie.<br />
4. Per l&#8217;adempimento delle sue funzioni, la Commissione fruisce di personale, locali e strumenti operativi messi a disposizione dal Presidente della Camera dei deputati.<br />
ART. 6.<br />
(Spese).</p>
<p>1. Le spese per il funzionamento della Commissione, stabilite nel limite massimo annuo di 50.000 euro, sono poste a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.</p>
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		<item>
		<title></title>
		<link>http://www.fabiogaragnani.net/agenda/334/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 11:06:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[FGaragnani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabiogaragnani.net/?p=334</guid>
		<description><![CDATA[<p>Coordinamento cittadino PDL di Bologna Associazione culturale “Bologna luogo comune” Giovane Italia di Bologna INVITO SABATO 5 Novembre ore 18.00 presso la Sala del Baraccano in via S.Stefano n. 119 &#8211; Bologna Presentazione del libro del Ministro Maurizio SACCONI: “AI &#8230;</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Coordinamento cittadino PDL di Bologna</p>
<p>Associazione culturale “Bologna luogo comune”</p>
<p>Giovane Italia di Bologna</p>
<p>INVITO</p>
<p>SABATO 5 Novembre ore 18.00</p>
<p>presso la Sala del Baraccano in via S.Stefano n. 119 &#8211; Bologna</p>
<p>Presentazione del libro del Ministro Maurizio SACCONI:</p>
<p>“AI LIBERI E FORTI.</p>
<p>Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino”</p>
<p>Stante l&#8217;importanza dell&#8217;argomento trattato che delinea il futuro scenario dei rapporti politico- sociali del nostro paese,</p>
<p>con particolare riferimento alle tematiche dello sviluppo economico e del lavoro,  ti invitiamo caldamente ad essere presente.</p>
<p>INTRODUCONO:</p>
<p>On. Fabio GARAGNANI</p>
<p>Coordinatore cittadino PDL Bologna</p>
<p>Avv. Galeazzo BIGNAMI</p>
<p>V. Coordinatore vicario PDL Bologna </p>
<p>INTERVENGONO:</p>
<p>Sen. Maurizio SACCONI</p>
<p>Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali</p>
<p>All&#8217; incontro parteciperanno esponenti del mondo politico fra cui il Sen. Gianpaolo BETTAMIO (Vice coordinatore regionale PDL)</p>
<p>e l’On. Giuliano CAZZOLA (Vice Presidente della  commissione lavoro della Camera dei Deputati) e dell&#8217;associazionismo.</p>
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